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SCOOP & SERVIZI SPECIALI

Mondadori e Rizzoli sono i due gruppi editoriali più importanti del nostro Paese: Angelo ha collaborato con le loro testate più prestigiose. O, forse, sono state loro, le testate, a collaborare con Angelo. Le idee più belle e di successo gliel’ha sempre date lui. Nel 1958 fu il primo fotografo occidentale a far uscire un servizio dall’Ungheria, occupata dall’Armata Rossa dopo la rivolta del 1956. Pubblicato nelle pagine di Epoca, allora diretta da Enzo Biagi, nel numero del 28 settembre 1958 fu subito rivenduto ai giornali di tutto il mondo. E, in Ungheria, Angelo era andato da free-lance. Ufficialmente come accompagnatore, al seguito della nazionale di nuoto che, a Budapest, doveva disputare i campionati europei. Oltre a riprendere gare e allenamenti Angelo gironzolava con l’aria svagata del turista nella Budapest dei sogni infranti. I campionati si tennero dal 31 agosto al 6 di settembre.

reportage rivolta ungheriaDue anni dopo la sfortunata rivolta del 1956, Angelo riuscì a entrare in Ungheria e a scattare foto che vennero pubblicate nei giornali di tutto il mondo. Erano la prime immagini che uscivano dal Paese dopo la repressione della rivolta.

Nemmeno due mesi prima, il 16 giugno, Imre Nagy, primo ministro dell’Ungheria libera e Pal Maleter, generale delle truppe che si erano opposte all’invasione sovietica, erano stati impiccati. La ÁVH (Államvédelmi Hatóság, Autorità per la Protezione dello Stato) polizia segreta agli ordini del KGB, era ovunque e passare inosservato non era facile. Angelo sapeva di avere poco tempo a disposizione, prima che il suo trucco fosse scoperto. I rullini, con la preziosa testimonianza, sfuggirono all’occhiuta polizia, nascosti nella biancheria di Elena Zennaro, nuotatrice azzurra con la quale si sposò qualche anno dopo. Nel frattempo Angelo era stato individuato. “…ero riuscito ad avere un contatto con un funzionario dell’ambasciata americana, dove si era rifugiato il cardinale Mindsenty… il primate d’Ungheria che aveva parteggiato per i rivoltosi … e combinare una fotografia…a una certa ora di un certo giorno si sarebbe affacciato ad una finestra ed io, dalla strada, avrei scattato qualche foto…”.  A quel giorno e a quell’ora davanti all’ambasciata non c’era solo Angelo.  “…due distinti signori, in perfetto italiano, dopo avermi chiesto se ero Angelo Cozzi si qualificarono come funzionari di polizia … mi accompagnarono in albergo e, dopo aver sequestrato fotocamere e qualche rullino, mi relegarono nella mia stanza. Il mattino dopo mi restituirono le fotocamere, fui espulso dall’Ungheria e imbarcato sul primo aereo ...”.

papa paolo sestoLo storico viaggio di Paolo VI in Terrasanta fu seguito dai giornali di tutto il mondo.  Il settimanale Epoca inviò i suoi fotografi migliori. Di Angelo è la foto del Papa che si affaccia alla scaletta dell’aereo subito dopo l’atterraggio.

Grazie a quello scoop Angelo inizia a collaborare con Mondadori. Un buon acquisto per l’editore. L’anno dopo, nel 1959, altro colpo grosso: la love story tra Brigitte Bardot e Jacques Charrière. “…ero spesso a Parigi per seguire la lavorazione dei film – racconta Angelo - le foto me le pubblicava  Bolero Film…” Redattore a Bolero era Gherardo Gentili, che sarà poi direttore di Tuttomusica. Una conoscenza, la reciproca stima, poi l’amicizia, che dura ancora oggi. Una storia nella storia di Angelo che prosegue”…a Parigi stavano girando “Babette s’en va- t-en guerre”, del regista Christian Jacque, con Brigitte Bardot e Jacques Charrière. Sorpresi il loro primo bacio, e non era dettato dal copione….”.  Altro bel colpo, per Angelo e anche per Mondadori, che rivendette il servizio a giornali di tutto il mondo. “…il settimanale Claudia, milioni di copie in Sud America –ricorda Angelo – ci ricamò sopra e inventò la leggenda di una microcamera nascosta in un mazzo di fiori….storie, scattai quelle foto con una Leica…unico accorgimento, per essere poco visibile: stare sempre in ombra, controluce rispetto ai soggetti che fotografavo…” .

vietnam foto guerraLa Hong Kong del 1964, retrovia della guerra in Viet Nam, non rinunciava ai suoi storici traffici.

Un suggerimento valido anche oggi, per chi vuole fotografare senza dare troppo nell’occhio. Per Angelo, quelli, furono mesi fortunati. Altri scatti altri scoop, verrebbe da dire guardando le immagini di Ingrid Bergman ma, questa, è una storia che abbiamo già raccontato. Era il periodo d’oro del fotogiornalismo. La televisione, con le sue immagini immediate, non aveva ancora spodestato la carta stampata dalle sontuose e puntuali fotografie. “….il settimanale Epoca – ricorda – fu il primo a mandare più fotografi per coprire un avvenimento importante…nel 1964 fu per il viaggio di Paolo VI in Terrasanta, nel ’65 furono i funerali di Churchill a Londra. Anche in quest’occasione Angelo si dimostrò reporter di razza. Grazie a una buona mancia, anche gl’inglesi ne sono sensibili, lo “dimenticarono” in un ministero in cui , da una certa finestra del sottotetto, si aveva la visuale sul Big Ben e sull’uscita del corteo funebre da Westminster. La grande storia e la storia piccola. I grandi avvenimenti e la cronaca più spicciola.”…la prima importante copertina che feci, con Gentili, fu quella di un numero unico “ Tre bimbi su due ruote”, la storia dei tre fratelli Gerardi, acrobati in bicicletta. Era una rivista di piccolo formato, venduta nei circhi….”. Se il lavoro l’appassiona, Angelo non distingue tra testata prestigiosa e testata di quelle cosiddette minori. Tra gli avvenimenti sul palcoscenico del mondo e quelli creati per far passare il tempo e palpitare il cuore a sciampiste e loro clienti. Angelo, per Mondadori, fece anche i fotoromanzi. Dieci giorni di lavorazione, tre scatti con la Rollei per ogni inquadratura, trecentomila lire forfettarie. C’era da correre, ma il compenso era buono. “…mi sono anche divertito molto a realizzare copertine composite…” Non era tempo di trucchi con Photoshop e la composizione dovevi farla al momento dello scatto. “…ricordo la sala di posa della FIAT di Torino.

jovanotti fotografiaLe foto “composite”, come le chiama Angelo, per qualche anno furono la sua cifra. All’epoca non esisteva Photoshop e realizzare immagini come questa era molto più difficile rispetto ad oggi.

Aveva un fondo continuo che permetteva di riprendere otto automobili alla volta. Per preparare uno scatto s’impiegavano tre giorni…nel ’64, per Epoca, scattai una foto credo unica: cinquantaquattro automobili tutte assieme, i modelli dell’intera produzione italiana. Si dovette affittare la pista dell’autodromo di Monza e una scala dei pompieri. Sistemate le auto scattai dall’alto della scala…”. Santa Rita è chiamata la Santa degli Impossibili; chi ha lavorato con Angelo ha pensato almeno una volta di lavorare con il Fotografo degli Impossibili. Non sta bene citarsi, ma per Angelo vale la pena infrangere il bon ton. Redattore a Fotografia Italiana, pubblicai con Angelo una copertina di nudo, era Christiane, nel 1977. La medesima rivista aveva già pubblicato una copertina senza veli nel 1972 con la modella era Susy. Nel 1987 ecco Angelo, assieme a Gherardo Gentili, direttore di “Tuttomusica e spettacolo”, infrangere con garbo un altro tabù. Per la prima volta un seno nudo in apertura di servizio su due pagine. Astrid fotografata sulle spiagge di Ibiza. Segue, poi, un nudo integrale: Bettina sulla spiaggia di Cala Luna, in Sardegna. Il fotografo degli impossibili, dicevo. A lui si rivolse Vellani, direttore di Salve, quando si trattò di visualizzare, con fotografie, servizi difficili come “ fare l’amore la prima volta” o “ le prime mestruazioni”.

fotografia ragazza angelo cozziNel 1996 uscì il mensile Foto Magazine, serie di monografie dedicate ai più importanti fotografi italiani. Angelo Cozzi ebbe il piacere di inaugurare la serie.

E che dire del servizio di Playboy con la moglie di Mike Bongiorno, reduce da due parti cesarei?  “…troncare, sopire…” raccomandava il manzoniano Conte zio. Angelo risolse la questione con veli e ombre. Veli e ombre anche per una recalcitrante Lara Wendel che, al contrario, esigeva la nudità totale per un servizio richiesto dal settimanale Amica, che di nudo totale proprio non ne voleva sapere. Si narra che il generale cinese Han Hsin, vissuto nel secondo secolo avanti Cristo, facesse volare, da fuori le mura, un aquilone sul castello dell’Imperatore. Misurata la lunghezza della corda, con un semplice calcolo seppe quando lunga doveva essere la galleria da scavare per entrare nel castello e conquistarlo. Non so quali aquiloni abbia usato. Resta un fatto: Angelo riuscì a convincere tutti i giornali con i quali collaborava a pubblicare servizi sulla danza.  E anche a convincere stelle come Carla Fracci a farsi fotografare indossando costumi della danza moderna. E riuscì anche a collaborare, contemporaneamente, a testate concorrenti. Ma questa è un’altra storia.

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