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Lavorare per clienti che vendono lo stesso prodotto e sono concorrenti. E farlo alla luce del sole, senza nasconderlo a nessuno.

armando testa pubblicitàArmando Testa fu un genio della pubblicità. Stimava la professionalità di Angelo e non interferiva mai, con suggerimenti, nel suo lavoro di fotografo. In segno di stima gli regalò questo disegno originale.

Un esercizio d’alta acrobazia, che puoi eseguire con successo se possiedi una grande professionalità. Professionalità che significa non solo, nel caso di Angelo, realizzare immagini di classe. Professionalità è anche il rapporto che instauri con il cliente. Deve esserci, fin dall’inizio, chiarezza e fiducia reciproca, senza invasioni di campo. Angelo è geloso delle proprie prerogative e non ne fa mistero. “…molto raramente ho lavorato seguendo le imposizioni di un art director.

cuba viaggi francorossoCuba è uno dei sogni realizzati di Angelo. Per  l’isola fece numerose brchure e campagne pubblicitarie per vari tour operator e anche per l’Ente per il Turismo Cubano.

Come realizzare le immagini, come proporle per la campagna pubblicitaria è sempre stata cosa mia…”. La guerra tra art director e fotografo è cosa normale. Non è molto normale trovare un fotografo talmente convinto delle proprie scelte e del proprio valore da rinunciare, in loro nome, a ricchi emolumenti. Talora Angelo ha passato il lavoro a un collega, pur di non avere  attorno un art petulante. Oppure ha impartito, con gelido umorismo, lezioni di vita e mestiere. “… è capitato che alcuni art avessero a ridire sull’attrezzatura che usavo. Non allo stato dell’arte, a sentire loro…a volte perdevo un po’ di tempo a spiegare che una fotocamera da sola non ha mai fatto una foto. Dietro ci vuole la testa del fotografo. Se proprio non capivano mi divertivo a farmi vedere al lavoro con macchine antiquate. Una volta mi presentai in sala di posa con una vecchia Hasselblad 1000…”.  Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe: non ho mai chiesto ad Angelo se conosce questo versetto del Vangelo (Matteo 10,16-18). Ad ascoltarlo, quando racconta i suoi segreti di fotografo, pare di sì. “…una volta feci, come si dice, carte false per far accettare alla rivista Capital una serie di servizi sui tycoon delle agenzie di viaggio. Erano gli anni del boom del turismo, e a me interessava contattare direttamente i magnati del settore. Volevo proporre loro le campagne pubblicitarie che avevo in mente. Conoscerli di persona, senza passare attraverso segretarie e agenzie di pubblicità, era la via migliore.

franco rosso viaggiFranco Rosso, fotografato in Kenya per Capital. Accanto a lui una elefantessa, nota per il particolare rapporto che aveva con un ranger  del parco dove viveva. Ubbidiva al suo richiamo e si avvicinava senza timore alla gente che era con lui.

Un servizio su Capital poteva essere la chiave che apriva la porta. Capital, a fatica, accettò la proposta ed io riuscii a stabilire un contatto diretto con i grandi tour operator dell’epoca. La scadenza del contratto con la Domenica del Corriere si avvicinava ed io volevo continuare a viaggiare per il mondo. Chi meglio di un tour operator me l’avrebbe permesso? …”. Fu così che Angelo si trovò a viaggiare e lavorare con FrancoRosso. Scrive Franco Rosso nella sua biografia (Hoepli 2002) “ …il futuro delle copertine dei miei cataloghi, per un quinquennio dipese molto dall’incontro con Angelo Cozzi. Conobbi Angelo Cozzi, fotografo, giornalista e reporter di lunga esperienza e di grande capacità, durante un servizio che doveva realizzare su di me in Kenya per conto di Capital. Eravamo nel parco dello Tsavo, nell’inverno del 1988…”.  
Ma non solo per Francorosso lavorò, anche per i concorrenti Vacanze e Alpitour. Talora le mete da far conoscere erano le medesime, ma questo non lo impensieriva. Nel fondo del suo animo sonnecchia uno Zelig, pronto ad assumere le sembianze che il momento richiede. Di ogni tour operator Angelo rispettò la filosofia: un po’trasgressiva per FrancoRosso, più da famiglia per Alpitour. Sempre dalla biografia di Franco Rosso:”…secondo Cozzi Francorosso ha rappresentato l’avventura, la ricerca del nuovo, forse anche la trasgressione in viaggi che tuttavia non presentano rischi, verso destinazioni esotiche e lontane, da parte di un’utenza di livello medio alto.

francorosso astrid viaggi

Due momenti di Astrid in Kenya: l’immancabile foto sulla linea dell’equatore e uno scatto per un’immagine pubblicitaria.

Francorosso ha diffuso l’immagine vera di Astrid, con il suo corpo che rappresentava una trasgressione non peccaminosa. Alpitour, invece, imposta la sua offerta sull’assistenza: ha un target più popolare…nei suoi cataloghi una figura come quella di Astrid sarebbe stata impensabile. Le fotografie di Alpitour riproducono hostess, animatori. La trasgressione è totalmente bandita….”. Non si può parlare delle campagne pubblicitarie di Angelo senza raccontare delle sue modelle. “…ho sempre lavorato con modelle non professioniste. Erano ragazze che avevano già posato per le mie fotografie d’autore. In genere erano ex ballerine della scuola di ballo della Scala: Astrid per Francorosso, Christiane e Roberta per Gedy, Dorella Oriella per Upim….”. I nomi si susseguono, ciascuno legato a un volto, a un servizio, a un episodio. Gli episodi curiosi non mancano nei racconti di Angelo. Specialmente in quelli che riguardano le sue modelle. Non è mai stato il cliente a sceglierle ma, in un modo o nell’altro, gli sono sempre state imposte da Angelo. “…come tutte le ballerine classiche la Dorella non aveva seno. Eppure la campagna che feci con lei per i reggiseni di la Perla, ebbe successo…”. Anche con Astrid non fu facile. Troppo giovane e troppo nuda, erano le obiezioni. Per evitarle, niente di meglio che il fatto compiuto. Angelo non dice al cliente il nome della modella, parte e torna con il servizio completo che…inutile dirlo, piace. Si tratta di Astrid, ragazza con la quale lavorò molto, ragazza che divenne testimonial di Francorosso. Una delle cifre degli ultimi dieci anni del novecento furono i calendari. Una vera mania che contagiò anche clienti di Angelo. Nel 1990 il primo calendario per Francorosso con Astrid fotografata alle Seychelles. “…un giorno, mentre facevamo progetti nel suo bell’ufficio di Torino, Franco Rosso mi disse che i suoi amici supponevano del tenero tra lui e Astrid, vista la sua assiduità in cataloghi e campagne ed anche calendari. –Voglio fare loro uno scherzo- mi disse ridendo – prendi Astrid, portala dove vuoi e fammi un calendario di nudi da regalare a questi amici maliziosi- Nacque il calendario d’autore, numerato, con i nudi di Astrid alle Seychelles…”

cuba viaggi astrid

Da vero professionista, di già che era sul posto, Angelo ottimizzò le risorse e fece anche un altro calendario per le agenzie di Francorosso, con Astrid più vestita. La cosa ebbe successo e gli anni seguenti videro altri calendari, quello d’autore con Astrid nuda, quello per le agenzie con Astrid più castigata. Nel 1992 Astrid posò per i calendari di Franco Rosso e per il calendario dei 60 anni del marchio Contax. I clienti non erano in concorrenza, ma la modella era la medesima. Questa volta l’escamotage fu facile: nei calendari di Francorosso Astrid c’era e non c’era e dovevi conoscerla molto bene per riconoscerla in quelle foto che ti facevano vedere solo particolari del suo corpo. Nel calendario Contax, Astrid si vedeva in tutta la sua bellezza tranne che….lì. In Giappone sono molto pudichi e le parti intime vanno sempre coperte. Nel nostro caso da veli sinuosi e ammiccanti.
. “…e fu un impresa convincere Astrid a coprirle – racconta Angelo – lei che voleva sempre stare nuda…”. Le storie di pubblicità si susseguono, si accavallano, ritornano. Sono tante e, per ora, diciamo che sono un’altra storia. Ne resta una, divertente, per lasciare questo capitolo con un sorriso. Riguarda Kodak, la Grande Casa Gialla come, noi della fotografia, la chiamavamo allora. Punto d’onore di una pellicola a colori, studiata apposta per i professionisti, era la fedeltà ai colori del soggetto.  L’immagine della fedeltà, era lo slogan che campeggiava sotto una foto di Astrid velata da sposa. Astrid le cui foto di nudo erano su calendari e depliant turistici e mostre d’autore. Astrid: le tette più conosciute d’Italia, come scherzosamente la chiamavamo ricevendo in cambio risposte degne della Zazie di Queneau. Dell’incongruenza s’accorse, a campagna pubblicata, un dirigente di Kodak Italia. Ci rise sopra. In fin dei conti, la fedeltà cromatica di una pellicola è spesso soggettiva.

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